Un blog aperto a chiunque vuole fermarsi a riflettere attraverso la percezione dei propri sensi, per orientare la rotta delle emozioni e poterle vivere con serenità, autenticità e unicità.
Parliamo di Emozioni della Mente
L'autrice è una appassionata di psicologia clinica e di buon senso.....ricerca l'intelligenza come stile di vita.
© Tutti i contenuti presenti all'interno di questo blog sono proprietà dell'autrice Maria Tinto e sono protetti dalla normativa sul diritto d'autore, non potranno quindi essere pubblicati, riscritti, distribuiti, commercializzati. Il download di documenti e altri tipi di files contenuti nel sito può essere eventualmente eseguito solo per un uso personale e non commerciale. Il suo eventuale utilizzo in siti web esclusivamente amatoriali presuppone che ne venga citata la fonte.
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giovedì 2 aprile 2020
giovedì 30 gennaio 2020
L'amore non è per sempre
L'amore non è per sempre, sembra uno slogan pubblicitario eppure è quello che accade.
L'illusione di avere una persona per noi, che ci sia nei momenti difficili e per la quale assumiamo un ruolo fondamentale, è quello che desideriamo ogni qualvolta il nostro sguardo si perde in quello di un altro.
Ma questa illusione è già di per sé una sconfitta al nostro destino di amati amanti. Perché, inevitabilmente, ogni volta che facciamo una carezza o esaudiamo un desiderio dell'amato, restiamo in attesa di ricevere almeno quanto abbiamo fatto o dato all'altro.
Fin qui tutto bene, la trappola è che, per quanto l'altro possa fare, non riuscirà mai a soddisfare le nostre aspettative.
Perché ? Semplicemente perché ognuno di noi ha un suo modo di vivere la realtà, di tradurre i gesti in parole, di definire ciò che è bene e ciò che non funziona. Ognuno di noi ha una sua lente per osservare quello che lo circonda, ed è sempre una lente personalissima, calibrata affinché tutto ciò che si vede possa risultare gradevole e in sintonia col proprio modo di essere.
Non esiste una realtà oggettiva e universale, esistono tante realtà a seconda di chi sia l'osservatore e da quale punto di osservazione si pone.
Questo è forse l'unico assunto di base, da cui partire per iniziare un percorso a due.
È evidente che con tali premesse, la possibilità di vivere un amore che possa accompagnare la nostra vita per sempre, diventa una chimera.
Infatti, le separazioni sono sempre più frequenti e le frasi che maggiormente vengono pronunciate sono :"Dopo quello che ho fatto per te " " Io ho fatto di più ".
Come se l'Amore si potesse misurare con un numero o con una quantità di misura.
Tutto a riprova delle aspettative andate deluse.
Quando le premesse sono sbagliate è inevitabile che le conclusioni siano anch'esse erronee.
Iniziare una relazione d'amore con premesse diverse, può condurre a vissuti maggiormente inidonei per realizzare una felicità a due.
Ma quali siano tali premesse non ci è dato sapere, proprio perché ognuno costruisce la propria realtà, allora è bene che si interroghi anche sul modo in cui intende realizzarla : funzionale o disfunzionale, a seconda della misura del proprio desiderio di vita felice insieme all'altro.
Dott.ssa Maria Tinto
Psicologa e Psicoterapeuta
L'illusione di avere una persona per noi, che ci sia nei momenti difficili e per la quale assumiamo un ruolo fondamentale, è quello che desideriamo ogni qualvolta il nostro sguardo si perde in quello di un altro.
Ma questa illusione è già di per sé una sconfitta al nostro destino di amati amanti. Perché, inevitabilmente, ogni volta che facciamo una carezza o esaudiamo un desiderio dell'amato, restiamo in attesa di ricevere almeno quanto abbiamo fatto o dato all'altro.
Fin qui tutto bene, la trappola è che, per quanto l'altro possa fare, non riuscirà mai a soddisfare le nostre aspettative.
Perché ? Semplicemente perché ognuno di noi ha un suo modo di vivere la realtà, di tradurre i gesti in parole, di definire ciò che è bene e ciò che non funziona. Ognuno di noi ha una sua lente per osservare quello che lo circonda, ed è sempre una lente personalissima, calibrata affinché tutto ciò che si vede possa risultare gradevole e in sintonia col proprio modo di essere.
Non esiste una realtà oggettiva e universale, esistono tante realtà a seconda di chi sia l'osservatore e da quale punto di osservazione si pone.
Questo è forse l'unico assunto di base, da cui partire per iniziare un percorso a due.
È evidente che con tali premesse, la possibilità di vivere un amore che possa accompagnare la nostra vita per sempre, diventa una chimera.
Infatti, le separazioni sono sempre più frequenti e le frasi che maggiormente vengono pronunciate sono :"Dopo quello che ho fatto per te " " Io ho fatto di più ".
Come se l'Amore si potesse misurare con un numero o con una quantità di misura.
Tutto a riprova delle aspettative andate deluse.
Quando le premesse sono sbagliate è inevitabile che le conclusioni siano anch'esse erronee.
Iniziare una relazione d'amore con premesse diverse, può condurre a vissuti maggiormente inidonei per realizzare una felicità a due.
Ma quali siano tali premesse non ci è dato sapere, proprio perché ognuno costruisce la propria realtà, allora è bene che si interroghi anche sul modo in cui intende realizzarla : funzionale o disfunzionale, a seconda della misura del proprio desiderio di vita felice insieme all'altro.
Dott.ssa Maria Tinto
Psicologa e Psicoterapeuta
mercoledì 13 novembre 2019
venerdì 17 novembre 2017
mercoledì 20 settembre 2017
Care …
Mie care compagne di viaggio, oggi voglio parlarvi
della RINUNCIA.
La RINUNCIA è una trappola psicologica...proprio così!
Quando cominci a
rinunciare alle cose, finisci in un
gioco psicologico più grande di te.
Una “TRAPPOLA” della mente
da cui è complesso uscire.
Il problema non è dato da
ciò a cui stai rinunciando, ma dal circolo vizioso che la rinuncia ha la
capacità di attuare nella tua mente.
Rinunciare a mettere quel
vestito che ti piace tanto, ma che non piace a lui … adducendo mille
motivazioni che “coprono” quella “vera”, comporta il pericolo di ritrovarti ad
indossare abiti che non sono i tuoi... in cui non ti ritrovi.
Rinunciare a vedere i tuoi
amici, perché a lui non fa piacere che tu incontri altra gente quando “lui” non
è presente, e ti dici che “forse non ne vale la pena, che è meglio guardare un
film in TV”, comporta il pericolo di imparare a stare “isolata” dal resto del
mondo.
Sono solo due piccoli
esempi delle tantissime “rinunce”, piccole o grandi non importa, che lui ti
chiede, facendoti sentire in questo modo, falsamente “al centro” del suo mondo. E così ti senti
importante, desiderata, unica e per questo assolutamente da recintare.
In realtà lui ti sta
circuendo e piano piano conducendo nella
sua vorace “trappola”, quella di insegnarti a rinunciare, e tu, da brava
allieva innamorata dell’idea dell’amore, stai imparando, mettendo
inconsapevolmente in atto il suo scopo malvagio.
In realtà ogni volta che rinunci a qualcosa
che facevi “prima” di conoscerlo, stai uccidendo una piccola parte di te che
niente e nessuno potrà mai ridarti.
Il pericolo della RINUNCIA
è quello di trovarti a guardarti allo specchio e a non riconoscerti più.
A non saper discriminare
ciò che vuoi veramente.
A non saper più definire
quelli che sono i tuoi veri bisogni, le tue aspirazioni, i tuoi desideri.
Chi sono?...cosa voglio
fare nella vita?...voglio realmente questa casa?... questa vita?...
Le domande si infittiscono
ma non trovano risposte …
Ti senti “frantumata”,
spezzettata nell’anima, e questo ti comporta uno stato di confusione tale che
ti lasci andare a quello che viene, senza più preoccuparti se è bene o male …
una sorta di penosa “rassegnazione”.
Ti dici : ”questo è il mio
destino”…”la mia vita doveva finire così”…”è colpa mia … sono io che non vado
bene”…
Queste le risposte atroci
e inverosimili che riesci a darti.
Sei nella “spirale” del
maligno. Ci sei dentro.
Non puoi fidarti di
nessuno, hai paura a parlarne, sei certa che nessuno potrebbe capire.
Guardati allo specchio …
dimmi cosa vedi … chi vedi riflessa …
Non sei più quella bambina
piccola a cui è sempre stato detto di tacere, non sei più nell’angolo, bimba
sgridata, battuta, no, quella bimba non esiste più.
Non sei più la “brava
bambina”, col vestitino merlettato a cui è stato detto di non sporcarsi, ubbidiente
e gentile con tutti anche con i compagni sgarbati e prepotenti.
No, non c’è più la bimba
tutta sorrisi e moine per farsi accettare da mamma e papà, che per non ricevere
l’ennesimo rifiuto era disposta a farsi da parte, a soggiacere alla volontà
degli altri, senza esprimere quelli che erano i suoi bisogni.
No, non c’è più quella
bimbetta spaurita e sola.
C’è una Donna, una Donna
adulta che ha il diritto di vivere la sua vita degnamente, di essere amata con
gioia, con tutto quello che di buono c’è nell’ Amore.
Una Donna adulta che ha voce per
urlare al mondo la sua voglia di vivere, senza catene, senza più silenzi, senza
rinunce, senza paura.
Perché la vita esige
coraggio.
Questo è il tempo del coraggio, di dire a te stessa che la vita è un bene prezioso e unico per metterlo nelle mani di un altro.
Questo è il tempo di volerti bene, di migliorare il presente per costruire un futuro felice.
Questo è il tempo.
Il tempo della consapevolezza.
Il tempo della conoscenza di te stessa.
Il tempo della sapienza.
Il tuo tempo!
Sappi che quando un uomo,
anche se con dolcezza ed in modo affabulatorio ti conduce a rinunciare a
qualcosa della tua vita, del tuo modo di essere, del tuo modo di sentire e di
interpretarla la vita, stai subendo una violenza, una pericolosa psicologica.
Una violenza sottile che
si insinua furtivamente nella tua mente, senza darti la possibilità di rendertene conto,
allestita dalla pantomima del sentimento amoroso, un vero e proprio inganno
fraudolento.
Sappi che se un uomo ti
ama, non pensa di volerti cambiare, ti rispetta, che vuol dire ti vede per come
sei, e va bene così, non attua ricatti in nome dell’amore.
Un uomo si innamora di te,
non dell’idea che lui ha di come “deve” essere una donna, di come si “deve”
comportare, e di come può “modificarla” per “misurare” la sua mascolinità e la
sua “potenza”.
Un uomo che costringe,
controlla, ricatta, pretende è un uomo che non sa cosa vuol dire amare.
E' un uomo che deve vivere da solo, perché centrato su se stesso, non "vede" né considera niente al di fuori di sé.
Inutile perdere tempo con
un uomo simile.
Se vuoi essere amata cerca l’Amore lontana da lui!
L’Amore, quello con la “A”
maiuscola, non ha bisogno di rinunce, di “sacrifici”, di ostentazioni, di
“prove”.
L’Amore vero ti abbraccia
nel suo seno, ti coccola e ti “veste” di gioia.
E quando non è presente ai tuoi
occhi, è vivo in te, perché si nutre del desiderio.
Desiderio dell’abbraccio
amato, non di sgridate, rimproveri, urla
e schiaffi.
Essere Donna vuole dire non confondere la propria femminilità, la voglia e il diritto di esprimerla, con i bisogni di un altro.
La Femminilità appartiene a te stessa, non è un valore aggiunto che qualcuno può aumentare o sminuire o eliminare dalla tua esistenza.
E' un'essenza intima che si disvela attraverso la percezione che hai del tuo valore.
Non permettere a nessuno di poterci entrare.
Rinuncia a rinunciare!
Maria Tinto
martedì 22 agosto 2017
PSICOLOGA- CONSULENTE SESSUALE DOTT.SSA MARIA TINTO : DIMENTICAR-SI, DIECI COS...
PSICOLOGA- CONSULENTE SESSUALE DOTT.SSA MARIA TINTO : DEMENZA : DIMENTICAR-SI, DIECI COS...: DIMENTICAR-SI , DIECI COSE DA NON FARE CON LA PERSONA SOFFERENTE Se, come affermava O.Wilde,” La memo...
![]() |
NON FARE CON LA PERSONA SOFFERENTE
Se, come affermava
O.Wilde,” La memoria è il diario che
ciascuno di noi porta sempre con sé”, proviamo ad immaginare cosa succede quando
le pagine di quel diario cominciano a staccarsi ed a perdersi nel vuoto, al
loro posto ci sarà lo smarrimento, l’annullamento e il disfacimento di se stessi.
Pagine che si staccano come
pezzi della propria storia, briciole di vita che vanno lontano e che si disperdono
nel nulla.
Qualcosa comincia a
mancare, che si tratti di una parola, un luogo, un nome, un volto non importa, perché
la sensazione di impotenza prende il posto della coscienza. Ci si sente come chi
sta scalando la cima di un monte ma non riesce ad afferrare l’ultimo puntello per
la vetta.
La demenza è una
condizione in cui non si “arriva” mai dove si vorrebbe, perchè il risultato è
sempre diverso da quello previsto.
Sconcerto, confusione,
senso di inadeguatezza, fragilità emotiva, sono tutte limitazioni vissute dal
soggetto affetto dalla demenza.
Si viene pervasi da un
senso di incapacità, rispetto alla circostanza che si sta vivendo, senza
peraltro riuscire ad avere pienamente la dimensione reale di quello che sta succedendo.
“ Sento che la parola è qui, è presente, ma non riesco a prenderla, ad
afferrarla … a farla mia ed associarla al significato … mi arrabbio con me
stesso, ma è solo un momento … poi non so … non ricordo neanche di cosa si
stava parlando … i miei figli mi guardano … e sui loro volti vedo l’immagine della
mia mancanza … ”
Per le persone care che
assistono al deterioramento lento del proprio congiunto, è difficile accettarne
il declino, che inevitabilmente si rende sempre più evidente con il passare dei
mesi.
Assistere alla perdita di
ciò che quella persona era prima della “malattia” è terribile, spesso
inaccettabile.
Necessariamente bisogna
fare i conti con una nuova realtà, sebbene dolorosa, per adottare tutta una
serie di “strategie” che possono aiutare la persona afflitta dal disturbo
mnestico a condurre una vita, per quanto possibile, dignitosa e rispettosa dei
suoi rinnovati bisogni.
“ Guardo mio padre mentre ha tra le mani il giornale, lo sfoglia ma non legge
… eppure era un divoratore di notizie che commentavamo insieme … adesso guarda
le figure … provo per lui una profonda tenerezza … e mi arrabbio quando mi
chiama col nome di mia sorella, che si è dimenticata di avere un padre … ma è
solo un momento perché poi gli prendo le mani e gliele bacio … lui allora mi
guarda … sussurra il mio nome e qualche volta piange … “
Sarà l’amore che si nutre a rifondare un nuovo
rapporto, a scrivere una nuova pagina, con caratteristiche mai usate prima ed
adeguate alle situazioni che di volta in volta si andranno ad affrontare.
Perché sarà proprio grazie
al sostegno e all’amore dei cari che si riusciranno ad alleviare le
dimenticanze, a sostituire un nome con un abbraccio, un volto con un’ emozione.
Perché così come
ricordiamo ciò che maggiormente colpisce i nostri sensi, ovvero quello che
riesce ad emozionarci in maniera forte e che si imprime in memoria, così è
possibile cercare di “recuperare” ciò che la nostra mente sta perdendo, attraverso
la riattivazione degli stati emozionali.
Un’ adeguata stimolazione,
effettuata senza che il soggetto si avveda del suo disagio, attraverso l’utilizzo
di immagini, suoni, odori e sapori può favorire il “recupero” mnestico e la
relativa associazione col presente.
Perdere la memoria della
propria storia è come lanciarsi nel vuoto senza paracadute. La dissolvenza dei
ricordi, annulla anche la dignità di ciò che si è.
Di seguito vengono
indicati almeno DIECI piccoli suggerimenti,
che consiglio vivamente di mettere in atto con una persona affetta da Demenza o dal morbo di Alzheimer.
·
NON
INSISTETE SE NON RICORDA IL NOME DI UN OGGETTO O DI UNA PERSONA :
La
vostra insistenza avrebbe l’effetto di farla sentire maggiormente in
difficoltà, genererebbe rabbia, creando uno stato di ansia tale da non riuscire
a riportare alla memoria quello che faticosamente sta cercando.
·
NON
SOSTITUITEVI NEL FARE LE COSE CHE NON RIESCE A FARE :
Fare
le cose al suo posto la farebbe sentire ancora di più inadeguata, inoltre
aumenterebbe la distanza tra la normalità di quello che era “prima” ed il
presente.
·
NON
CAMBIATE I POSTI AGLI OGGETTI CHE SONO IN CASA :
E’
importante che in casa tutto rimanga al solito posto, senza cambiamenti che non
avrebbe la capacità di memorizzare nel
breve tempo.
·
NON
MODIFICATE LE ABITUDINI QUOTIDIANE :
Ricordatevi
che avete davanti una persona che ha bisogno di certezze, per sentirsi al
sicuro almeno tra le pareti domestiche.
·
NON
CAMBIATE GLI ORARI DELLA COLAZIONE, DEL PRANZO E DELLA CENA :
È
una persona che non ama i cambiamenti, perché potrebbero generare maggiore
confusione nella sua mente e magari arrivare a chiedervi di fare colazione
all’ora di cena.
·
NON
RIDETE DELLE SUE DIMENTICANZE O DEI “SUOI RAGIONAMENTI”.
Potrebbe
succedere che non segua un vostro ragionamento o che salti da un discorso
all’altro, senza che ci sia un nesso tra le cose, non date peso e non cercate
di dare un vostro senso a ciò che dice, considerate che il suo pensiero in quel
momento non è in linea col vostro, insistere darebbe origine ad una maggiore
confusione e distanza tra di voi.
·
NON
ARRABBIATEVI SE LASCIA IL GAS APERTO O SE FA COSE CHE RITENETE “SBAGLIATE”:
Quest’evento
potrebbe accadere, ma arrabbiarsi aumenterebbe il suo senso di disagio emotivo,
arrechereste solo ulteriore dolore ad una mente confusa e affaticata, sarebbe
una mortificazione inutile e improduttiva. Ricordatevi che ciò che per voi è
sbagliato non lo è per chi soffre di questo disturbo.
·
NON
LASCIATELA SOLA :
La
persona affetta da questo male ha la percezione del senso di abbandono molto
forte.
·
NON
LASCIATELA IN SILENZIO PER
LUNGHI PERIODI DURANTE IL GIORNO:
Il
silenzio non aiuta a recuperare le informazioni che si stanno allontanando
dalla sua mente velocemente e inesorabilmente.
·
NON
CAMBIATE IL VOSTRO MODO DI COMPORTARVI NEI SUOI CONFRONTI :
Ricordatevi
che la persona a cui è stato
diagnosticato questo disturbo, è sempre quella stessa che avete stretto tra le
braccia fino ad ieri.
E’
la stessa che vi ha accompagnato finora nel vostro viaggio verso la vita.
Dott.ssa
Maria Tinto
Psicologa clinica - Consulente SessualeGiornalista - Scrittrice
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